Lo Sapevi che...

i filtri degli impianti di climatizzazione non riescono a evitare la progressiva contaminazione degli stessi?
Approfondisci

Informazioni o preventivi?

Puoi chiamarci allo [+39] 0385.938020 oppure

Contattaci direttamente

Alisea News

12/09/2017

Certificazione ANMDO

La gestione igienica degli impianti di trattamento aria è un elemento di fondamentale importanza, per garantire una corretta qualità dell’aria respirata in ambiente indoor.  Come molti sanno, a livello internazionale le linee guida più conosciute, complete ed evolute in questa materia sono le ACR 2013 della NADCA (The HVAC Inspection, Cleaning and Restoration Association – www.nadca.com ).

Leggi Tutto

07/07/2017

LEGIONELLA E TORRI EVAPORATIVE

Una torre di raffreddamento è uno scambiatore di calore gas-liquido nel quale la fase liquida cede energia alla fase gassosa, riducendo così la propria temperatura. L’argomento è di grande attualità in quanto le torri di raffreddamento sono gli impianti maggiormente a rischio per la proliferazione del batterio Legionella.

Leggi Tutto

Come combattere l'inquinamento indoor

L'inquinamento indoor: un problema sottovalutato; ecco come combatterlo

La scarsa qualità dell'aria che respiriamo è tristemente nota a tutti, ma c'è un tipo di inquinamento più subdolo, poco conosciuto e per questo sottovalutato, ugualmente capace di causare danni rilevanti alla salute: quello indoor, ovvero quello al quale siamo esposti mentre siamo al chiuso delle nostre case, scuole, posti di lavoro. E che, soprattutto nei bambini, è tutt'altro che da sminuire.
«Pensiamo che l'outdoor sia la fonte principale dei nostri problemi, ma non ci rendiamo conto di quali siano le problematiche all'interno – ha spiegato la professoressa Luciana Indinnimeo, del Dipartimento di Pediatria e Neuropsichiatria Infantile dell'Università La Sapienza, nell'ambito del Congresso Scientifico Regionale FIMP Lazio “Pensami adulto” svoltosi a Roma nei giorni scorsi – bisogna trasformare l'ambiente dove vive il bambino in un ambiente idoneo».
Sotto accusa i prodotti della combustione, ovvero fumo, particolato, biossido di azoto e monossido di carbonio, causa di diversi sintomi respiratori e asma, la formaldeide, contenuta in vernici e arredi, che irrita le prime vie respiratorie dando tosse e respiro sibilante, e infine muffa, acari, insetti ed epitelio del gatto, che danno sensibilizzazione e problemi respiratori.
«Tra gli allergeni indoor i più comuni sono gli acari – prosegue la professoressa Indinnimeo – noi alimentiamo l'acaro perché si nutre di scaglie di pelle e residui di forfora e vive bene al caldo e all'umido; bisogna curare l'igiene domestica, allontanando il bambino durante le pulizie, usare aspirapolveri con filtri HEPA (specifici per le polveri in sospensione di piccole dimensioni, ndr), mantenere l'umidità intorno al 45-50%, evitando gli umidificatori perché l'eccessiva umidificazione può portare alla crescita degli allergeni e all'aumento di problemi respiratori, e tenere le finestre aperte soprattutto a scuola dove bastano 10 minuti ogni ora di arieggiamento per aumentare l’attenzione dei bambini e diminuirne i problemi respiratori».
Molto allarmanti i dati sui danni che il fumo di tabacco può provocare nei bambini, responsabile dal 24% al 32% degli episodi di asma. Anche se non si fuma vicino a loro. «Il fumo di terza mano è l'esposizione ai residui dell'esposizione al tabacco, che, adesi a tende o tappezzerie, vengono rimessi nell'ambiente in forma gassosa anche dalla pelle stessa del fumatore trasformandosi in sostanze cancerogene e altamente irritanti per le vie respiratorie. È un fumo di cui avere paura – conclude – perché in case vecchie, abitate precedentemente da fumatori, persiste la cotinina, un derivato della nicotina, che si può ritrovare nella saliva e nelle urine di bambini che vivono in quegli ambienti, in quanto i metodi tradizionali di pulizia non riescono a rimuoverne tutti i residui. Gli inquinanti provocano danni a tutto l'organismo e perfino a livello genetico: l'esposizione intra-uterina al fumo è associata ad una funzionalità polmonare ridotta e addirittura si riscontra un rischio maggiore di asma nelle bambine la cui nonna ha fumato in gravidanza».

Leggi qui l'articolo completo: Leggo