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gli impianti di climatizzazione vanno incontro ad una fisiologica contaminazione da polveri ed agenti microbiologici?
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Alisea News

12/09/2017

Certificazione ANMDO

La gestione igienica degli impianti di trattamento aria è un elemento di fondamentale importanza, per garantire una corretta qualità dell’aria respirata in ambiente indoor.  Come molti sanno, a livello internazionale le linee guida più conosciute, complete ed evolute in questa materia sono le ACR 2013 della NADCA (The HVAC Inspection, Cleaning and Restoration Association – www.nadca.com ).

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07/07/2017

LEGIONELLA E TORRI EVAPORATIVE

Una torre di raffreddamento è uno scambiatore di calore gas-liquido nel quale la fase liquida cede energia alla fase gassosa, riducendo così la propria temperatura. L’argomento è di grande attualità in quanto le torri di raffreddamento sono gli impianti maggiormente a rischio per la proliferazione del batterio Legionella.

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Legionella a Trieste

Donna colpita da legionella. Caccia al luogo dell’infezione

Un nuovo caso di legionella a Trieste. Il batterio ha colpito infatti una settantenne che ora si trova ricoverata a Cattinara all’undicesimo piano della torre medica, in Pneumologia.
La paziente è stata presa in carico, oltre che dall’ospedale, anche dall’Azienda sanitaria, chiamata a verificare gli ambienti in cui la donna può aver contratto l’infezione. In questo caso, stando ai racconti dei familiari, il supermercato in cui la settantenne si recava per fare la spesa e il parrucchiere in cui è andata recentemente. La patologia, che ha un’incubazione di una decina di giorni, in genere si contrae attraverso l’inalazione di vapore acqueo, soprattutto in presenza di impianti di condizionamento. Ma è presente anche nella rete idrica delle abitazioni, quindi nelle tubature, nei rubinetti e nelle docce, in particolare negli accumuli di calcare. Naturalmente è lo stato di salute della persona a influenzare la possibilità di infettarsi e dare origine a polmoniti. Una malattia potenzialmente pericolosa, ma che si cura con antibiotici.
La paziente è stata ricoverata a Cattinara lo scorso 15 settembre, dopo alcuni giorni di febbre alta fino ai quaranta gradi. Circostanza che ha fatto pensare a un’influenza, ma davanti all’inefficacia dei farmaci la famiglia ha deciso di allertare il 118. I sanitari hanno quindi deciso il trasporto in ospedale per ulteriori accertamenti.
La donna, tenuta per alcuni giorni in isolamento, è stata sottoposta a terapie di cortisone, antibiotici e a ossigenazione. «Normalmente ci sono due o tre casi a Trieste - confermano i tecnici dell’Azienda sanitaria - quindi non possiamo dire di trovarci davanti a un allarme. Certo, devono essere fatte tutte le verifiche per capire dove la signora può essersi imbattuta nel batterio

Leggi qui l'articolo completo: Il Piccolo