Lo Sapevi che...

le concentrazioni di contaminanti presenti negli ambienti interni sono generalmente da 1 a 5 volte maggiori a quelle presenti negli ambienti esterni?
Approfondisci

Informazioni o preventivi?

Puoi chiamarci allo [+39] 0385.938020 oppure

Contattaci direttamente

Alisea News

12/09/2017

Certificazione ANMDO

La gestione igienica degli impianti di trattamento aria è un elemento di fondamentale importanza, per garantire una corretta qualità dell’aria respirata in ambiente indoor.  Come molti sanno, a livello internazionale le linee guida più conosciute, complete ed evolute in questa materia sono le ACR 2013 della NADCA (The HVAC Inspection, Cleaning and Restoration Association – www.nadca.com ).

Leggi Tutto

07/07/2017

LEGIONELLA E TORRI EVAPORATIVE

Una torre di raffreddamento è uno scambiatore di calore gas-liquido nel quale la fase liquida cede energia alla fase gassosa, riducendo così la propria temperatura. L’argomento è di grande attualità in quanto le torri di raffreddamento sono gli impianti maggiormente a rischio per la proliferazione del batterio Legionella.

Leggi Tutto

L'inquinamento indoor in Italia

L'inquinamento indoor nelle principali città italiane

Nel X Rapporto sulla qualità dell’ambiente urbano, oltre ad analizzare gli aspetti legati alla qualità dell’aria outdoor (vedi ARPATnews su emissioni e qualità dell'aria), si pone l’attenzione anche sugli ambienti chiusi dove la popolazione trascorre gran parte del proprio tempo (abitazioni, scuole, luoghi di lavoro o di svago). Ci sono ormai diversi studi che rilevano casi di inquinamento indoor in Italia, soprattutto nelle grandi città. Per analizzare questo aspetto - quale importante fattore di qualità dell’ambiente urbano - nel Rapporto si propongono alcuni indicatori basati su informazioni di tipo socio-economico e sanitario, che possono aiutare a capire se ci sia il rischio di insorgenza di problemi relativi a una cattiva qualità dell’aria indoor:

  • affollamento abitativo (numero medio di stanze per residente): le condizioni abitative di affollamento possono determinare l’insorgere di problematiche e situazioni di rischio sanitario a diversi livelli, oltre ad essere una minaccia per il benessere mentale ed un sano sviluppo, in particolare per i bambini
  • umidità nelle abitazioni: utile indicatore di rischio sanitario legato all’esposizione a contaminanti biologici
  • percentuale di famiglie dotate di condizionatori: l’uso di impianti di condizionamento gestiti o installati in modo inadeguato può rappresentare una fonte di inquinamento biologico dell’aria indoor
  • percentuale di fumatori: il fumo passivo rappresenta una delle sorgenti inquinanti più diffuse negli ambienti confinati
  • casi di legionellosi: infezione tipicamente legata all’inquinamento indoor di tipo biologico.

La qualità dell’ambiente indoor dipende quindi da numerosi fattori, in particolare si possono individuare due diversi contributi: uno di origine esterna, dovuto a sorgenti outdoor come il traffico veicolare e le emissioni industriali, che penetra negli ambienti interni attraverso la struttura degli edifici e durante le fasi di ricambio d'aria, e l’altro, di origine esclusivamente interna, legato allo svolgimento delle attività domestiche ed alla presenza di persone ed animali. Non vanno inoltre dimenticate le condizioni atmosferiche, che influenzano la concentrazione e la dispersione degli inquinanti nel tempo e nello spazio, e la notevole varietà delle sorgenti, sia antropogeniche che naturali, che producono le particelle atmosferiche.

Una particolare fonte di inquinamento indoor analizzata nel Rapporto è quella costituita dall’uso di incensi e candele: in un ambiente di vita dove si bruciano incensi o candele, a causa del processo di combustione, vengono infatti rilasciate nell’aria sostanze odorose piacevoli che possono essere veri e propri inquinanti chimici: PM, composti gassosi come il monossido di carbonio, biossido di azoto, ossidi di azoto, biossido di zolfo, composti organici volatili come benzene, toluene e xyleni, aldeidi (soprattutto formaldeide), idrocarburi policiclici aromatici. In aggiunta gli stoppini possono contenere metalli, in particolare piombo. Nella letteratura scientifica la combustione di incensi e candele viene spesso confrontata con altre attività indoor associate alla combustione, come la cottura dei cibi e il fumo di sigaretta. In tutti questi casi la concentrazione degli inquinanti dipende da numerosi fattori e condizioni: ventilazione, volume dell’ambiente chiuso, assorbimento sulle superfici, emissioni da altre fonti (tra cui quelle esterne), tipologia dell’incenso e/o candela.

In generale un’opportuna ventilazione permette un rapido processo di eliminazione degli inquinanti e come buona prassi, quindi, è consigliabile ridurre il tempo di esposizione ai fumi di combustione e ventilare adeguatamente gli ambienti chiusi.

Leggi qui l'articolo completo: ARPA Toscana