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Alisea News

12/09/2017

Certificazione ANMDO

La gestione igienica degli impianti di trattamento aria è un elemento di fondamentale importanza, per garantire una corretta qualità dell’aria respirata in ambiente indoor.  Come molti sanno, a livello internazionale le linee guida più conosciute, complete ed evolute in questa materia sono le ACR 2013 della NADCA (The HVAC Inspection, Cleaning and Restoration Association – www.nadca.com ).

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07/07/2017

LEGIONELLA E TORRI EVAPORATIVE

Una torre di raffreddamento è uno scambiatore di calore gas-liquido nel quale la fase liquida cede energia alla fase gassosa, riducendo così la propria temperatura. L’argomento è di grande attualità in quanto le torri di raffreddamento sono gli impianti maggiormente a rischio per la proliferazione del batterio Legionella.

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Migliorare la qualità dell'aria indoor

Cosa inquina l’aria delle nostre case? Ecco come fare per migliorare la qualità dell’aria indoor

L’inquinamento indoor si riferisce alla presenza di contaminanti fisici, chimici e biologici nell’aria degli ambienti chiusi di vita e di lavoro non industriali, in particolare, di tutti i luoghi confinati adibiti a dimora, svago, lavoro e trasporto. Con il termine indoor si intendono abitazioni, uffici pubblici e privati (ospedali, scuole, uffici, caserme ecc.), strutture commerciali (alberghi, banche), locali destinati ad attività ricreative e/o sociali (cinema, bar, ristoranti, negozi, strutture sportive), mezzi di trasporto pubblici e privati (auto, treno, aereo, nave ecc.).
La qualità dell’aria indoor è influenzata dalla presenza di fattori di inquinamento ambientali: gli arredi possono assorbire alcune sostanze chimiche nocive durante i processi di produzione, verniciatura e pulizia, per riemetterle in seguito. In condizioni di cattiva gestione e manutenzione, essi possono agire come serbatoi per muffe, allergeni e acari della polvere. Materassi, cuscini, divani, poltrone, tappeti, moquette, tendaggi, pupazzi di peluche e in generale qualsiasi superficie tessile, a causa delle loro caratteristiche, sono i luoghi dove si annida più facilmente la maggior parte dei contaminati biologici. Nei cuscini e nei materassi, ad esempio, si annidano acari che trovano le giuste condizioni ambientali per la loro crescita (20°-30° C e 70% di umidità), nutrendosi delle scaglie di pelle. Un’elevata umidità può poi determinare anche la formazione di muffa e la crescita dei batteri. Stufe e camini normalmente producono, con la combustione, sostanze inquinanti, tra cui: monossido di carbonio, biossido di azoto e biossido di zolfo. Se si nota del fumo, la presenza di fuliggine sulla mobilia all’interno della stanza e si sente un odore costante di fumo; la stufa e il camino non stanno funzionando correttamente e stanno scaricando sostanze inquinanti derivate dalla combustione nell’aria indoor. Nelle vernici e nelle pitture, invece, si trovano solventi, metalli pesanti, materie rinforzanti e colle che provocano allergie e problemi respiratori.
Ma esistono anche fonti di inquinamento indoor legate agli stili di vita: pensiamo al fumo passivo, ossia all’esposizione involontaria al tabacco. Nell’adulto, essa provoca un eccessivo rischio di tumore al polmone, malattie croniche, ictus cerebrale, esacerbazione di asma, broncopatia cronica ostruttiva. L’esposizione del bambino e/o della madre in gravidanza al fumo passivo, comporta invece il rischio di otite media, asma bronchiale, sindrome di morte improvvisa del lattante, basso peso alla nascita e disturbi alla respirazione. I detergenti per la pulizia dei locali, per indumenti, per lavastoviglie e per l’igiene personale possono provocare irritazioni cutanee, prevalentemente nelle mani e negli avambracci, così come pericolosi sono i prodotti disinfettanti utilizzati per allontanare o uccidere gli insetti e i parassiti. Anche i cosmetici rappresentano un serio pericolo sia ambientale che per la salute: il talco può provocare talcolosi, i prodotti per colorare i capelli possono causare dermatiti, i trucchi possono contenere metalli pesanti, mentre gli smalti per unghie sono altamente infiammabili.
Le fonti dell’inquinamento indoor, nemiche dell’ecologia e dell’ambiente, possono essere: agenti inquinanti chimici (forma gassosa, liquida o solida), biologici o fisici. Tra gli agenti chimici: il monossido di carbonio, il formaldeide, l’ozono, l’amianto, i pesticidi, i composti organici volanti. Tra gli agenti inquinanti biologici: acari, allergeni di animali domestici, batteri, virus e muffe; mentre l’inquinamento causato dagli agenti fisici corrisponde all’ inquinamento elettromagnetico, generato dall’uso di elettrodomestici. L’inquinamento indoor non va sottovalutato sia perché la maggioranza della popolazione trascorre fino all’80-90% del tempo in ambienti confinati, sia perché il rischio non è limitato a categorie selezionate per età e stato di salute, come nel caso dell’esposizione professionale, ma interessa la quasi totalità della popolazione, che comprende gruppi più suscettibili come bambini, anziani e persone già affette da patologie croniche (malattie cardiache, respiratorie, asma bronchiale, allergie). L’inquinamento indoor svolge un’azione irritante avvertita da soggetti predisposti (asmatici, bronchitici cronici e gli allergeni (acari, spore fungine e epiteli animali) possono causare sintomi soprattutto a carico dell’apparato respiratorio (asma e raffreddori) nei soggetti sensibilizzati. Il fumo del tabacco (attivo e passivo) e il radon, poi, aumentano notevolmente il rischio di sviluppare tumori. Infine, va segnalata l’intossicazione acuta da monossido di carbonio dovuta al malfunzionamento delle caldaie e degli scaldabagni domestici, che determina ogni anno numerosi decessi e ricoveri ospedalieri.
Per assicurare il contenimento dell’inquinamento dell’aria negli ambienti confinati, è necessario agire sia sul fronte comportamentale (incentivando nella collettività stili di vita più sani), che su quello tecnico/edilizio (ostruendo o ristrutturando edifici, rendendoli igienicamente sani).

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