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gli impianti di climatizzazione vanno incontro ad una fisiologica contaminazione da polveri ed agenti microbiologici?
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Alisea News

12/09/2017

Certificazione ANMDO

La gestione igienica degli impianti di trattamento aria è un elemento di fondamentale importanza, per garantire una corretta qualità dell’aria respirata in ambiente indoor.  Come molti sanno, a livello internazionale le linee guida più conosciute, complete ed evolute in questa materia sono le ACR 2013 della NADCA (The HVAC Inspection, Cleaning and Restoration Association – www.nadca.com ).

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07/07/2017

LEGIONELLA E TORRI EVAPORATIVE

Una torre di raffreddamento è uno scambiatore di calore gas-liquido nel quale la fase liquida cede energia alla fase gassosa, riducendo così la propria temperatura. L’argomento è di grande attualità in quanto le torri di raffreddamento sono gli impianti maggiormente a rischio per la proliferazione del batterio Legionella.

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Nemici d'inverno

D’inverno i nemici del respiro sono: acari, inquinamento e fumo

Asma fa spesso rima con allergia. Ma chi soffre di asma allergico non deve «rilassarsi» neppure in inverno, quando i pollini che spesso scatenano le crisi di fiato corto sono fuori gioco. Stando a dati presentati all’ultimo congresso SIMeR, la riduzione invernale dell’esposizione al sole comporta una diminuzione dei livelli di vitamina D, sostanza che modula la risposta immunitaria e che quindi, se carente, potrebbe comportare una minor difesa contro le allergie respiratorie. Un recente studio israeliano lo conferma, dimostrando che un deficit di vitamina D aumenta del 25% il rischio di attacchi d’asma.
In inverno, poi, viviamo ad ancor più stretto contatto con gli acari della polvere. « La loro importanza è spesso sottovalutata, ma nei bambini, ad esempio, sono responsabili del 70% dei casi di asma - spiega G. Walter Canonica, direttore della Clinica di Malattie dell’apparato respiratorio dell’Università di Genova -. Il riscaldamento produce moti d’aria convettivi e aumenta la concentrazione degli allergeni degli acari nelle stanze; così in questo periodo «esplode» l’inquinamento indoor in case, scuole, uffici e palestre: gli ambienti riscaldati, spesso sigillati da finestre con doppi vetri, si riempiono di allergeni perché offrono agli acari un microclima caldo-umido ideale per proliferare, favorendo anche la crescita di muffe e il ristagno degli allergeni degli animali domestici». «È la “sindrome dell’edificio malato” - spiega Michele Miraglia Del Giudice, docente di pediatria dell’Università di Napoli -. Senza un buon ricambio d’aria in casa, oltre agli allergeni restano anche i residui dei prodotti per le pulizie, che irritano le vie respiratorie facilitando l’asma. Per questo sarebbe opportuno scegliere detergenti poco aggressivi o naturali (ad esempio, a base di bicarbonato di sodio e acqua, ndr ) e avere alcune accortezze d’arredo, come preferire il legno alla moquette per i pavimenti».
Un’accurata pulizia, arieggiando bene le stanze e mantenendo temperatura e umidità sotto controllo (l’ideale è non superare i 18-20 gradi e avere un’umidità attorno al 60%), è indispensabile per ridurre al minimo gli allergeni domestici e la probabilità di attacchi d’asma. Che, soprattutto fra i più piccoli, appare in continua crescita: stando a dati dell’Osservatorio nazionale sulla salute dell’infanzia e dell’adolescenza Paidòss, l’asma colpisce il 20% degli under 14 e in età prescolare arriva al 25%, con un raddoppio del numero di casi dagli anni 70 a oggi. «Le cause sono tante, non solo la carenza di vitamina D e l’inquinamento indoor, ma anche lo smog e il fumo passivo - osserva Miraglia Del Giudice -. Se l’aria in città peggiora, ad esempio, subito si registra un picco nelle visite per asma al pronto soccorso».
Così l’inverno, con le sue giornate da «bollino nero» per il particolato e gli altri inquinanti, si conferma periodo tutt’altro che tranquillo per gli asmatici. In ogni stagione, invece, bisogna guardarsi dal fumo in tutte le sue forme, anche le più subdole: per gli asmatici le sigarette sono vietate (la percentuale di pazienti fumatori però è la stessa della popolazione generale, circa 1 su 5) e lo sono pure fumo passivo e «fumo di terza mano»: «Vestiti, oggetti, mobili di chi fuma si impregnano di inquinanti: un bimbo asmatico preso in braccio da un fumatore (anche se in quel momento non fuma), respira particelle dannose che possono irritare le vie aeree e facilitare una crisi» conclude l’esperto.

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