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Alisea News

12/09/2017

Certificazione ANMDO

La gestione igienica degli impianti di trattamento aria è un elemento di fondamentale importanza, per garantire una corretta qualità dell’aria respirata in ambiente indoor.  Come molti sanno, a livello internazionale le linee guida più conosciute, complete ed evolute in questa materia sono le ACR 2013 della NADCA (The HVAC Inspection, Cleaning and Restoration Association – www.nadca.com ).

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07/07/2017

LEGIONELLA E TORRI EVAPORATIVE

Una torre di raffreddamento è uno scambiatore di calore gas-liquido nel quale la fase liquida cede energia alla fase gassosa, riducendo così la propria temperatura. L’argomento è di grande attualità in quanto le torri di raffreddamento sono gli impianti maggiormente a rischio per la proliferazione del batterio Legionella.

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Qualità dell'aria a rischo in metropolitana

Ispezioni dell'ASL nel metrò: "Qualità dell'aria a rischio"

E'il 28 febbraio quando il direttore del Servizio prevenzione e sicurezza Ambienti di lavoro dell’Asl To1, Annalisa Lantermo, invia a Gtt una nota, risultato di quattro ispezioni avvenute tra il 27 febbraio e il 7 dicembre del 2012 nelle stazioni della metropolitana. La relazione si conclude con tre prescrizioni che ora il gruppo trasporti ha fra tre e sei mesi per adottare. In caso contrario scatteranno le sanzioni già inflitte, ma per ora sospese.
La contromisura più urgente - 90 giorni di tempo - riguarda gli impianti di ventilazione meccanizzata delle stazioni, in particolare quelle del tratto tra Fermi e Porta Nuova. L’Asl impone che «sia redatto e attuato un programma di controllo, manutenzione, pulizia e sanificazione». Da qui a dire che nelle stazioni del metrò si respiri aria mefitica - o anche solo poco salubre - ce ne passa. Non esistono dati pubblici né confronti tra la situazione del metrò e quel che accade in superficie.
Tuttavia c’è una situazione critica, per lo meno di cattiva manutenzione, al punto che, secondo gli ispettori dello Spresal, all’epoca dei sopralluoghi «l’impianto di ventilazione presentava condizioni tali da poter determinare la compromissione temporanea della qualità dell’aria negli ambienti di stazione». Il perché è presto detto: durante le quattro verifiche i tecnici dell’Asl hanno constatato che nessuno aveva provveduto «a sottoporre gli impianti e i circuiti di ventilazione a pulizia adeguata... al fine di evitare la diffusione di polveri».
Qualche esempio: le griglie della stazione XVIII Dicembre sono a due passi dal parcheggio dei taxi, e quindi ogni vettura che si mette in moto riversa i suoi fumi direttamente nei sotterranei. Inoltre il circuito di ventilazione dentro la stazione presentava «limitati indici di polverosità». Ancora, a Porta Nuova le grate in piazza Carlo Felice erano intasate da polveri e rifiuti. A questo punto il tecnico della prevenzione dello Spresal, Giancarlo Giovial, ha chiesto a Gtt di rimediare. L’azienda provvederà ma precisa: «La qualità dell’aria è tale da non creare problemi né ai lavoratori, né ai viaggiatori. La stessa Asl ha definito “i valori di concentrazione riscontrati compatibili con quelli dell’ambiente urbano e nei limiti di accettabilità per gli ambienti di lavoro”».
L’Asl è intervenuta anche su quella ventina di lavoratori impiegati nelle stazioni della metropolitana, che sono sì automatizzate ma richiedono la presenza di addetti per il controllo e l’assistenza ai passeggeri. Secondo gli ispettori, gli addetti d’inverno «operano in condizioni climatiche inadeguate». Inoltre, «i locali messi a disposizione dei lavoratori non presentano caratteristiche conformi alle disposizioni di norma in materia di ambienti di lavoro». Non sono salutari insomma: piccoli, freddi, senza spazi di riposo o comunque senza arredi e «privi delle necessarie condizioni igieniche» a causa della «presenza di ingombri, impianti e da pareti grezze». «Va ricordato - spiega però Gtt - che gli addetti al movimento, come dice la qualifica, non dispongono di uffici, ma svolgono la loro attività lungo la linea e dispongono di adeguati locali di appoggio». Tra sei mesi, comunque, gli ispettori torneranno a controllare.

Photo by Jessica Cornelius

Leggi qui l'articolo completo: La Stampa